L’Antimusicista. Facciamo amicizia?
La proposta di Flavia di scrivere per questo blog arriva in una notte gelata. Siamo all’Angelo Mai, sul palco ci sono i Nokeys, gruppo di Parma che ha appena iniziato a suonare un’ottima new wave, noi ci scambiamo qualche parere e qualche complimento, un po’ li ascoltiamo e un po’ urliamo e un po’ facciamo buffe espressioni perché non ci sentiamo bene, Flavia, La Punk, mi spiega i motivi di questa idea e io le dico che mi piace, un po’ mi stupisce, e un po’ m’imbarazza, e a dirla tutta un po’ mi confonde, perché è sempre difficile entrare nell’intimità di qualcun altro senza fare danni. La Punk e La Banale sono due ragazze speculari, le vedi ai concerti sempre insieme, non riesci mai a capire esattamente cosa stiano pensando ma sai per certo che stanno analizzando la situazione, il giorno dopo scrivono di musica come se fossero una persona sola e di sicuro di musica ne sanno molto più di me. Io invece in in queste ultime settimane sono sicura di non sapere più nulla, sto aspettando e sono di cattivissimo umore, una bestia gobba, un nervo teso, non ho musica fra le mani che sia racconto, per raccontare qualcosa devi avere un legame con la realtà, ma io e la realtà in questo periodo proprio non andiamo d’accordo. Però insomma, quando è difficile bisogna sempre provare. Magari io mi tengo la mia attesa e intanto noi vediamo se ci piacciamo. Potremmo provare a fare amicizia.
Facciamo amicizia?
Mi presento. Sono la Donna dei Luminal, e quello di cui parliamo oggi è un massacro. Perché la musica è un gioco al massacro, perché decidi di vivere secondo le tue regole, fuori dalla realtà, fuori dalla società, fuori dal mondo. Quel massacro mi aspettava a casa, di ritorno dall’ospedale, una settimana prima del concerto dei Luminal a Villa Ada con Il Teatro degli Orrori. E’ Giugno. Sei ancora debole, metti su una canzone, ti ci riconosci e il gioco è fatto. Ora vago su Amazon cercando tutti i loro dischi. Dannazione, quest’ anno mi è tornata voglia di comprare dischi. Non è splendido? C’è dell’ottima musica in giro, ve ne siete accorti o state ancora piagnucolando e farfugliando qualche giudizio su quello che non vi piace, su quello che non vi sembra sincero, su quello che non sembra giusto?
Anton Newcombe, oltre ad essere il cantante dei Brian Jonestown Massacre è un tipo che prende a calci chi parla e non lo ascolta durante un suo concerto (“Forza, esci fuori dal buio, fatti vedere, fai vedere chi sei.”), che prende a pugni gli altri musicisti della band sul palco se sbagliano le parti, che non ha mai firmato un contratto discografico decente nonostante le suppliche delle major (privando, fra l’altro, un sacco di gente di tanta buona musica), che chiama un disco Thank God for Mental Illness e un altro Who killed Sgt. Pepper con tanto di Gesù Cristo sofferente in copertina, che quando suona, ti dà tutto se stesso, e che conosce tutte le regole di quel gioco al massacro, e che non ne ha rifiutata nemmeno una. The Ballad of Jim Jones è la canzone di quel giorno di Giugno, ma i dischi consigliati sono tutti. E guardatevi anche DIG!, un documentario sulla loro storia, e capirete perché quell’uomo mi fa credere di non essere poi così fuori di testa. Totalmente libero, anche se il prezzo da pagare è spaventosamente alto.
Per oggi mi fermo qui, sulla porta. Per quanto mi riguarda, è stato un piacere. Non so se ritornerò da queste parti prima dell’ anno nuovo. Diciamo che “me faccio risentì io”, come direbbe il Libanese.
state bene, sempre in guerra con voi stessi, sempre in pace col mondo
Donna Luminal
Riferimenti:
Brian Jonestown Massacre
-Thank God for Mental Illness 1996
(The Ballad of Jim Jones, traccia 4)
- Who killed Sgt. Pepper 2010
DIG! , documentario di Ondi Timoner, 2004
Libano, personaggio di Romanzo Criminale, la serie
20/06/2010 Luminal + Il Teatro degli Orrori, Villa Ada, Roma
Donna Luminal, cantante e chitarrista dei Luminal, scrittrice, libera pensatrice.
